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Gatto egoista? No. Uno studio americano dimostra che ama (tanto) gli umani
Secondo un team di etologhe ricercatrici, i mici mettono al primo posto tra le loro preferenze l'interazione con le persone. Solo dopo arriva il cibo
Pubblicato il 4 novembre 2017 
  
4 novembre 2017 - Gatti opportunisti? Gatti egoisti e arroganti? I gatti si legano alla casa, non alle persone. I gatti amano solo chi li sfama. I luoghi comuni sui felini domestici sono innumerevoli e hanno tutti lo stesso epicentro: i gatti non vogliono bene agli uomini bensì li sfruttano per ottenere quegli agi che, altrimenti, dovrebbero procurarsi da soli. Il cibo, prima di tutto, ma anche luoghi riparati, caldi e asciutti dove riposare. Ma queste leggende sono destinate a terminare perché uno studio americano rivela che i gatti sono legatissimi agli umani. Anzi, preferiscono il rapporto con gli uomini al cibo e tutto validato su basi scientifiche. Il che vuole dire tutto perché il sacrificio supremo della rinuncia alla pappa, fin qui, veniva attribuito esclusivamente ai cani. Invece no. Le cose per i felini stanno diversamente da come molti credono, soprattutto da quanto credono tutti coloro che non hanno mai avuto rapporti diretti con i micioni. Perché chi ci vive insieme questi luoghi comuni li ha sfatati fin da subito.
  
Insomma, alla fine la fama di egoisti i gatti non la meritano proprio: lo dice uno studio condotto da tre ricercatrici dell’università dell’Oregon e di Monmouth. Le scienziate hanno tenuto sotto controllo il comportamento di alcuni mici per arrivare a dedurre che l’interazione con l’uomo viene preferita rispetto a cibo e giochi. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Behavioral Processes.  
  
La ricerca si è basata sulla valutazione di che cosa stimola  maggiormente i gatti. Le ricercatrici - un team di etologhe americane capitanate da Kristyn Vitale - hanno testato le reazioni di due gruppi formati da 19 felini ognuno. Un gruppo era di gatti domestici e l’altro di gatti randagi ospiti di rifugi. I micetti, prima delle prove, sono stati tenuti in isolamento per due ore e mezza. Poi sono stati sottoposti a stimoli diversi secondo una catalogazione in quattro categorie: cibo, odori, giocattoli e interazione umana. 
  
Usando tre stimoli per ognuna delle quattro categorie, il monitoraggio ha messo in evidenza che l’interazione sociale con gli esseri umani è lo stimolo preferito. Al secondo posto, per i felini, c'è il cibo. Il livello di preferenza è stato valutato in base allo stimolo cui il gatto si rivolgeva in prima battuta e per quanto tempo. Le ricercatrici hanno registrato una generale preferenza per l’interazione con l’uomo: oltre la metà dei gatti l’ha cercata prima di ogni altra cosa e vi ha dedicato il 65% del tempo. E questo senza differenze considerevoli tra i due gruppi di gatti, di casa e di rifugio.
  
Che i gatti fossero animali straordinariamente intelligenti si sapeva da tempo ma si riteneva anche che non fossero, in alcun modo, animali addomesticabili. In realtà il nuovo studio americano dimostra che il problema è tutto umano:  sono gli umani a non sapere in quale modo comunicare con i felini. Felini 1, umani 0.
  
quotidiano.net

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