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Calci e pugni alla pensionata che sfama colonia di gatti
Aggredita dal vicino la donna di 73 anni che si prende cura dei felini: gli attivisti di "100% animalisti" appendono uno striscione minaccioso davanti al condominio del violento di Cristina Salvato
CADONEGHE. Picchiata dal vicino perché sfama una colonia di gatti: la donna, 73 anni, ha due costole e un polso fratturati. Ha denunciato l'uomo, contro il quale la scorsa notte l'associazione Centopercentoanimalisti ha affisso uno striscione nel corso di un blitz notturno e annunciato un presidio a sostegno della signora, che abita in un condominio di Cadoneghe. Per l’uomo le accuse sono di violazione di domicilio, aggressione e minacce, perché avrebbe espresso l'intenzione di avvelenare i gatti.
A far esplodere l'ira del vicino è stata l'intrusione di una delle gatte dentro il suo garage, la notte di Capodanno. La micia vi aveva trovato rifugio, spaventata dai botti, e vi era rimasta rinchiusa due giorni: quando il lunedì l'uomo ha aperto il basculante, si è accorto che la gatta aveva fatto i suoi bisogni ed è andato quindi a lamentarsi con la signora.
  
L'aggressione. «Avevo aperto solo poco la porta» racconta la pensionata, «ma poi ha infilato la punta della scarpa e mi ha obbligato a farlo entrare. Una volta dentro mi ha afferrato il braccio sinistro, torcendomelo, e mentre mi teneva bloccata, mi ha percosso. Indietreggiando per cercare di divincolarmi, ho sbattuto contro lo stipite della porta della cucina, avvertendo un grandissimo dolore». L'uomo quindi se n'è andato e la donna ha chiesto aiuto, facendosi accompagnare al pronto soccorso, da cui è uscita con una prognosi di sette giorni e la diagnosi di frattura a due costole e al polso sinistro. Ma cosa può aver scatenato un'ira talmente violenta contro un’ anziana?
  
I gatti. A infastidire l'aggressore sarebbero stati i gatti che la signora accudisce. «Quando sono arrivata ad abitare in questo condominio» spiega «c'era una colonia di gatti che viveva in un terreno comunale adiacente al nostro cortile. Terreno che il Comune ha venduto e sul quale è sorto un capannone. I gatti non hanno avuto più un posto in cui stare e ho iniziato a sfamarli».
Non l'avesse mai fatto: il vicinato ha protestato, facendo intervenire uffici comunali e vigili. «A quel punto ho spostato le ciotole dentro il mio garage» prosegue la donna «e mi hanno mandato i carabinieri, ma il garage è un'area privata e ai gatti ho continuato e continuerò a dare da mangiare». L'unica ciotola all'esterno è quella dell'acqua pulita, mentre quelle del cibo sono riposte dentro il garage.
  
Il vicino. Si vede però che i mici infastidiscono gli altri condomini, tanto che l'amministratrice ha affisso un cartello che vieta di dar loro
da mangiare negli spazi comuni e invita a prestare attenzione che non entrino nelle scale. Tramite lettera la signora è stata invitata a porre le ciotole fuori dall'area condominiale.
  
Al citofono dell’aggressore risponde una donna che dice che il proprietario dell’alloggio è assente.
  
  
http://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2017/01/12/news/calci-e-pugni-alla-gattara-blitz-a-casa-del-violento-1.14701140?refresh_ce

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