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LA TOXOPLASMOSI


Sfatiamo una volta per tutte il triste e falso mito del gatto portatore della toxoplasmosi e tutto il “terrorismo” che è stato fatto in lungo e in largo sull’argomento? ( mi ricorda un po’ la storia dei gatti neri….)
Quante volte sentiamo dire che qualcuno vorrebbe prendere un gatto ma sta anche pensando ad una prossima gravidanza e che quindi è meglio posticipare? Quanti gatti vengono messi alla porta perché c’è una donna incinta in casa?
Putroppo tanti, troppi!!
 
Vorrei che leggeste tutti, soprattutto tutte, questi due brevi pezzi tratti dal libro “Animali in citta” e da Quattro Zampe, che in modo molto chiaro e semplice spiegano cos’è questa malattia e perché non la si deve temere, nè necessariamente attribuire al gatto… più che a una mela o ad un’insalata mal lavata!
 
Elena
  
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“Animali in citta”
 
Il gatto può liberare cisti di toxoplasma con le feci solo se si trova in fase di infezione acuta, che dura al massimo venti giorni, un'unica volta nella sua vita. - Per infettarsi con la toxoplasmosi occorre ingerire feci dei gatti a loro volta infetti.(!!!!!!!)
 
Quindi, basta che una donna incinta segua le normali norme igieniche quando pulisce la lettiera (o semplicemente la faccia pulire a qualcun altro) e si lavi le mani e NON potrà mai prendere la toxoplasmosi dai  gatti.
Occorre tra l'altro precisare che le oocisti divengono infettanti tramite sporulazione (emissione di spore) dopo 24 ore e più di permanenza a temperatura ambiente, perciò la rimozione giornaliera delle feci ed il loro pronto smaltimento prevengono lo sviluppo dello stadio infettivo anche se il gatto emette cisti infette. Anche fare del semplice giardinaggio o mangiare frutta non lavata espone al contatto ma anche in questo caso basta seguire le usuali norme  igieniche. Quali sono invece le principali fonti di rischio, dalle quali non ci si puo' difendere come singoli?
 "Ricerche recenti hanno dimostrato che sono in primo luogo le carni, non soltanto la carne cruda nella forma tipica del carpaccio, ma tutta la carne cruda o poco cotta, dalla bistecca al sangue, alle salsicce, ai salumi, alle carni precotte il cui consumo si sta diffondendo...  anche se meno frequente, il consumo di latte non pastorizzato"
…..il gatto non va assolutamente dato via (il che significa abbandonato nella quasi totalita' dei casi, il che e' una pratica illegale) ma basta seguire le normali norme igieniche, e che invece i pericoli veri, per quanto riguarda la toxoplasmosi, sono altri, e di questo andrebbero avvertite le donne in gravidanza.
 
 
“Quattro Zampe” n. 11 Ottobre 2007
 
…Non è vero che il gatto va messo fuori casa perché c’è una donna incinta, che rischierebbe di contrarre la toxoplasmosi (malattia che in certi casi può causare aborto o malformazioni nel feto, ma solo entro il terzo mese di gravidanza).
 
Il felino può convivere benissimo in casa, basta sapere che:
 
1)      La toxoplasmosi è una parassitosi e zoonosi, cioè una malattia trasmessa dall’animale all’uomo. Secondo recenti studi (British Medical Journal), tra le principali fonti di infezioni (63%) c’è il consumo da parte della gestante di carne cruda e semicruda di maiale e di agnello. Altra grave fonte di trasmissione: il terreno contaminato da feci di animali infetti. La gestante deve lavare sempre frutta e verdure, nonché le mani, dopo aver svolto attività di giardinaggio. Il gatto di casa, per lo più, è alimentato con scatolame, quindi il rischio di essere portatore del parassita è alquanto improbabile.
   
   
2)      Se il gatto vive in semilibertà, e gironzola, anche per la strada, basta fargli un esame del sangue (per sicurezza comunque è meglio farlo sempre, anche se non esce di casa) . Se risulta positivo alla toxoplasmosi, guarisce con una semplice terapia e con un po’ di attenzione). Consultarsi sempre col veterinario, rinnovare la lettiera quotidianamente (le cisti sono infettanti dopo 3 giorni) indossando dei guanti, limitare le effusioni.