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22 gennaio 2014

  

Ciao Elena,

voglio condividere con voi quello che mi è accaduto, a proposito di malasanità veterinaria, affinchè possa servire a chi si dovesse trovare nella mia stessa situazione e non rivivere il mio dolore....

 
La storia di Leo è in sostanza questa:


Il sabato mattina 2 Novembre alle sei ho fatto uscire Leo in cortile, con qualche riserva perchè faceva molto freddo. Mi sono detta che i miei gatti erano quattro giorni in casa per via del maltempo e che erano nervosi perchè volevano uscire e che in fondo loro avevano la pelliccia. Verso le sette Leo è rientrato per chiedere da mangiare ed era assolutamente sano, allegro e coccolone come sempre. Ha mangiato dalla mia mano (lui straviziato mangiava solo così !!), poi è voluto uscire di nuivo. Dopo circa un quarto d'ora ho sentito delle urla di gatto e ho pensato che avesse trovato il gatto del vicino e stessero litigando. Visto che non smettevano, dopo cinque minuti sono uscita a vedere e ho visto Leo nel prato della mia vicina di casa, a ridosso del muretto di divisione tra i due giardini che urlava dal dolore e cercando di venire da me ho visto che trascinava tutto il bacino e non riusciva a muoversi. Erano quasi le sette e trenta: sabato mattina dormivano TUTTI e comunque il giardino della vicina per Leo e per tutte le mie gatte è come se fosse casa loro, la vicina adora i gatti.

 
Comunque ho svegliato la vicina e sono andata a recuperare Leo. L'ho messo sul divano e un po'si è calmato ma era paralizzato: arti posteriori e coda inerti. Alle otto ho chiamato il vet e sono andata da lui alle otto e mezza.

Ha tastato gli arti non trovando nulla di rotto, gli ha messo una pinza da chirurgo e ha constatato che era assolutamente insensibile. Con la pinza avrebbe dovuto provare dolore se ci fosse stata anche un minimo di sensibilità. Nonostante questo, e nonostante io gli spiegassi che non poteva essersi fatto male in nessun modo, né qualcuno poteva averlo bastonato visto che
1.tutti dormivano
2. fosse stata conseguenza di una bastonata non avrebbe potuto trascinarsi fino al cortile della vicina conciato com'era.

Niente da fare, il vet sosteneva che si trattava di un trauma e ha insistito che gli si facessero radiografie alla spina dorsale. Così abbiamo fatto. Spina dorsale PERFETTA.
Allora il vet chiama la sua collega neurologa veterinaria la quale consiglia di dare al gatto arnica e iperico omeopatici per tutto il fine settimana in attesa di poterlo visitare lei il lunedì.
Cosi ho fatto. Ho tenuto Leo al caldo, in un trasportino con pile e dato arnica e iperico ogni ora alterrnati. Domenica Leo ha iniziato a muovere la coda, a posteriori credo che sia stato merito del tepore di casa più che dei medicinali omeopatici. Io non credo alla omeopatia nella maniera più assoluta, ma mi sono fidata del vet, del resto che puoi fare quando sei angosciata e disperata?!

Durante tutto il fine settimana ho girato su Internet e in poco tempo ho visto che tra i dieci sintomi COMUNISSIMI che devono mettere in allerta chiunque c'è proprio la paralisi delle zampe posteriori del gatto e che sono il sintomo di una trombosi conseguenza di malattia cardiaca congenita. NOTA l'ho scoperto IO. A me pare che un vet di normali competenze questi sintomi avrebbe dovuti riconoscerli al volo, appena visto il gatto, no?

Ho mandato un sms al mio vet dicendo "una mia amica ha avuto un suo gatto con gli stessi sintomi e lui hanno diagnosticato trombosi" Risposta: "aspettiamo a lunedì"!!!

Le foto che vedi nell'album sono di mezz'ora prima di andare dal vet. Mentre ero dal vet la neurologa ha appurato che non c'era alcun trauma, ma che non sapeva cosa fosse. Anche lei non ha saputo diagnosticare la trombosi!!
Decide di misurare la temperatura a Leo. Mentre lo tenevo per questa operazione la neurologa mi dice di non riuscire a misurare perché Leo aveva una temperatura inferiore al fondo scala del termometro (32 C). Guarga il gatto e vede che apre e chiude la bocca. Mi dice: Il gatto sta morendo, questi sono gli spasmi ... lo tenga tra le sue braccia e lo coccoli, lui non sta soffrendo ma sono gli ultimi respiri. E così è stato, tra le mie braccia dal vet. In ben due non sono riusciti a capire cosa avesse!!!

Ecco la storia allucinante ... Da allora io sono cambiata, lo shock è stato davvero grande, e la rabbia ancora di più. Ovviamente il vet non mi ha più visto né mi rivedrà mai più.

Ciao
Rita


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