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Una persona civile indignata
 
• Mail copia post Cav. Wanda Guido del 24 aprile 2010 inviata da quotidiano La Città a proposito articolo "Sindaco uccida i cani" (** vedi lettera sotto)
 
A quotidiano La Città: Non ho trovato sul sito il Vostro telefono o una mail, bensì questo form. Non so se il Vostro giornale avrà le "palle" di pubblicare questa mia, come del resto non le ha avute il soggetto che si firma in anonimo "ad’a", amico del sindaco.
 
Certo le Marche già in passato hanno ben poco dato esempio di civiltà nei confronti degli animali. Ovviamente il soggetto che scrive a proposito della soppressione dei cani solo per mero interesse economico, dovrebbe ben ricordare che sono esseri senzienti, che solo chi li ha e li cura potrebbe avere il diritto di farli smettere di soffrire non avendo la parola per esprimere ciò che vogliono e non per soldi.
Personalmente li farei sopprimere tutti poichè già i canili, prigioni di innocenti e nell'80% lager, provoca LORO immane sofferenza, solitudine. Inoltre in questa maniera non verrebbero sfruttati in primis da associazioni il cui 80% è in mano loro, pur essendo per legge inammissibile ed incompatibile, essendo controllori e controllati e non da meno i privati a cui vengono affidati  ed i cui soldi non si sa dove finiscono viste che le LORO ciotole di cibo ed acqua sono quasi sempre vuote e la sporcizia regna sovrana.
 
E questo per colpa di Comuni ed ASL che disattendono le leggi: i primi poichè non effettuano i controlli amministrativi e non controllano in primis a chi affidano codesti esseri poichè fa loro comodo che vengano tolte le castagne dal fuoco ed i secondi non effettuano quelli sanitari. E non ci sono solo i soldi dei Comuni con le convenzioni, quelli del ministero della salute, ma anche quelli delle tessere, delle adozioni a distanza su cani morti, ma questo accade anche con gli umani delle categorie indifese: bambini anziani, disabili. "La crudeltà verso gli animali è il tirocinio della crudeltà verso gli uomini. (ORAZIO)" e "La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali. (MAHTMA GANDHI)"
Ed allora sopprimiamo anche i malati terminali umani: anch'essi comportano ingenti spese e sui mass media vengono richiesti sempre soldi: con telethon, 30 ore per la vita e tramite cellulari, ma neppure qui ci sono prove tangibili a chi arrivano. Non amo neppure io il fondamentalismo dovunque si svolga, ma amo la giustizia, la libertà, la civiltà e soprattutto ho la fortuna di amare LORO per tutto quello che ci danno con abnegazione, fedeltà, accettandoci per quello che siamo ed immenso amore.
E non dimentichiamo a quanti umani hanno salvato la vita per mare e per terra, con le calamità e servono il nostro Paese al fianco delle Forze dell'Ordine. Si Sindaco li sopprima, ma tutti: a Montegranaro ex di Pluto House, a Canalba dove presumibilmente sembrano finire alla vivisezione in Svizzera e Germania, a Campobasso, ma si perchè no facciamo in tutta Italia.
 
Dovrei porgere distinti saluti, ma non sono un ipocrita pur restando una persona educata
 
Cav. Wanda Guido
 
 
 
**  "Sindaco, uccida i cani"
 
Signor Sindaco,
 
mi permetta di scriverle queste poche righe, questa specie di lettera aperta. Sì, lo so che nella vita ci diamo del tu, ma comprenderà dall’argomento che, stavolta, il lei è doveroso. Le scrivo, infatti, per chiederle... la morte. Dei cani. No, non di tutti, ma di quelli ospiti del canile che sono malati in fase terminale. Li uccida, la prego.
 
E lo faccia subito, senza tentennamenti, senza incertezze. Ho scoperto, ieri, per bocca di un consigliere comunale ben informato, che per le cure dei cani malati terminali il Comune di Teramo spende, ogni mese, qualcosa come duemilaecinquecento euro. Lo scrivo anche a numeri, perché magari fa un po’ più effetto: 2500 euro al mese. Ovvero 30.000 mila euro l’anno. Trentamila, per mantenere in vita cani condannati a morte da una malattia incurabile. Cani. Animali.
Non mi consideri spietato, Signor Sindaco, se le dico che considero assolutamente evitabile, in un momento così difficile per tante famiglie, spendere così tanto per tenere in vita qualche animale malato. Ho sempre considerato l’ambientalismo e l’animalismo, se esasperati, una sorta di devianza, un sovvertimento delle regole della natura. Trentamila euro, in un anno, possono aiutare due, tre, magari quattro famiglie teramane in difficoltà, o allungare di qualche ora l’assistenza scolastica di un ragazzo disabile, o consentire ad una decina di pensionati “col minimo” di temere un po’ meno l’arrivo delle bollette.
Tutto, meglio dello spenderli per curare cani malati terminali. Per quanto la cosa possa dispiacere a quelli che amano riempirsi la bocca di citazioni ad effetto, io più conosco uomini in difficoltà, più considero sbagliato spendere soldi per curare cani senza speranza. Nessun cane, per quanto straordinario, vale la sofferenza di un uomo.
 
Li uccida, Sindaco. Per favore.
 
Ad'a

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