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31 agosto 09
 
Cara Elena,
 
spero tu voglia pubblicare la mia risposta a Barbara, che invita a non venire in Sicilia per le vacanze.
 
Io sono una convinta animalista, amante degli animali, al punto di litigare con chiunque si permetta di dire che i gatti portano malattie o che i cani sono pericolosi.
 
Ma non accetto che si inviti la gente a non venire in Sicilia perché gli amministratori sono mafiosi.
E’ vero. La P.A. in Sicilia è praticamente gestita da corrotti e mafiosi, in tutte le loro forme. Ma cosa c’entra questo con il turismo? Non possiamo certo mandare allo sfacelo una regione intera, mettendo sotto terra la dignità di chi ci vive e di chi come me e come tanti altri, ama e aiuta come può gli animali. E’ indubbio che ciò che è successo a Campobello è triste e per fortuna l’epilogo non è stato drammatico, dato che il cagnolino si è salvato. Ma io al posto di Barbara mi vergognerei ad alimentare la discriminazione e il razzismo verso la mia Regione, la mia Terra.
 
Non è così che si combatte la mafia e si proteggono gli animali.  Il maltrattamento di animali non è una pratica mafiosa e siciliana, è una triste e deplorevole pratica dell’uomo, che si sente potente di fronte agli indifesi. E questo non c’entra con la mafia. Poi, ok, possiamo dire che le amministrazioni sono gestite dalla mafia, che gli amministratori sono mafiosi e corrotti. Ma attenzione alle calunnie, in mezzo a 100, troveremo quell’1 pronto a farsi in 4 per la giustizia.
 
Cara Barbara, non sono di dove sei, ma fossi in te mi vergognerei un tantino a scrivere certe cose. Non si combatte la mafia, ripeto, né si tutelano gli animali fuggendo e invitando a non venire in Sicilia. Così si fa solo il gioco sporco della Mafia. Ricordiamoci che c’è chi è morto per risollevare la Sicilia e ridarle un po’ di dignità. Non infanghiamo la memoria di queste persone con pensieri negativi come i tuoi.
  
Direi che la tutela degli animali, la lotta alla Mafia e tutto quello che di sbagliato c’è qui (come in tutta Italia, del resto) è possibile solo continuando a denunciare, a combattere attivamente. Non con appelli come il tuo.
 
Eleonora, studentessa di Legge.

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