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A Giorgio NAPOLITANO
Presidente della Repubblica Italiana
Palazzo del Quirinale Piazza del Quirinale  
 
    
Egregio Presidente,
 
dovrei definirla una supplica, ma si supplica solo Dio. Io mi rivolgo a Lei per chiederLe un grande atto di civiltà e di giustizia, senza remore o vergogna solo perché si tratta di un essere non umano, bensì di un essere migliore di tutti noi umani. Ed è da Loro che ho imparato cosa significo coraggio anche se la paura innata  degli umani è insita anche in me. Da Loro ho appreso quella dignità che per fortuna un minimo avevo già come mio vademecum ed inculatami da chi mi ha cresciuta.
Nell’aprile del 2009 venni a conoscenza di un cane disabile chiamato Spank. Le evito le sofferenze del passato che ha vissuto. So che era una follia, sia pure dolce e nel mio DNA, a causa della mia salute e dell’inferno, la rabbia, il dolore che da anni purtroppo violenta la mia vita e mi uccide. Già avevo 8 cani, ora 5, tutti dai 13 ai 14 anni  vissuti con me in tutto questo periodo, anche se prima erano 42 ed ora 16 gatti contro i 40 avuti. Tutti salvati da strada o canili. Per farla breve lo adottai, ho costruito per lui una casa, lettini e quant’altro cercando di ridarle un luogo d’amore e dignità. Lo mandai ai migliori professori veterinari in Italia a Verona per  sapere se si poteva far qualcosa, ma era troppo tardi. Ho contattato tutta Italia, persino l’Istituto Ortopedico Rizzoli a Bologna  per vedere se esistevano o si potevano costruire protesi particolari per lui. Il carrellino non era adatto a lui poiché gli aveva procurato piaghe e ferite nell’incavo delle gambe. Niente. Un mese fa un’altra notizia, anche se era prevedibile: era subentrata la necrosi che significa morte. Chiesi l’opinione tramite mail per un consiglio a tutte le persone e non che avevano seguito la vicenda, anche se garantii che decisione e responsabilità sarebbero state mie. Ma non mi furono di aiuto, erano divise al 50% tra l’amputazione e la soppressione. Fu una decisione dura e fu, ancora una volta Spank a farmi decidere: il suo coraggio, il suo attaccamento alla vita, il suo corrermi incontro per giocare e per le carezze. Fu così che decisi per l’amputazione e fino ad oggi lui continua ad essere il magnifico e meraviglioso Spank di sempre a dispetto di tante sofferenze.
 
Un passo indietro: a giugno 2009 rifeci un’altra pazzia ed adottai Geronimo, da me chiamato Pischelletto, anch’Egli disabile. Ho pensato a Spank, a non farlo sentire solo vedendo di fronte gli altri insieme e non soli perchè ho pensato fra “sciancati” J si capiranno ed accetteranno meglio. E così è stato: giocano, si coccolano, Pischelletto ha imparato a dare la priorità ed il rispetto a Spank, tipo nel cibo ed altro. Certo ho un gran da fare e pesa non poco a causa anche  della mia salute e perché vivo sola. Ma non fa niente: con Loro e per Loro ho vissuto e vivo e con Loro e per Loro morirò. Ma vorrei lasciare tutto a posto come mio carattere e valore per quel poco di vita che forse mi resta, non avere rimpianti o rimorsi e quindi dovevo provarci anche se magari mi considererà matta. Del resto lo pensano in tanti e lo considero un fiore all’occhiello come il mio Cavalierato.
 
Non devo ricordarLe quanto essi fanno per noi: sono fedeli, ti accettano come sei, aiutano gli anziani nella loro solitudine, sono un esempio per i bambini, curano gli ammalati con la pet terapy e salvano milioni di vite per terra, mare nei terremoti ed in tutte le altre calamità. Alle Torri Gemelle furono Loro a salvare migliaia di persone, fra cui due ciechi guidandoli e tirandoli per i vestiti per tutti i piani. Ed è tutto sul mio sito e quando si ammalarono di cancro servirono fio all’ultimo solo da cavie. A me per il momento mi hanno evitato la galera e guai il giorno che non avrò più Loro. E noi li ripaghiamo con la vivisezione, con l’inferno dei canili lager prigionieri innocenti, uccidendoli, impiccandoli, torturandoli, avvelenandoli, dando fuoco ad una madre ed ai suoi cuccioli per aver graffiato una macchina dove si era riparata con i piccoli per il freddo. E tant’alltro ho dovuto vedere, leggere e pubblicare di atrocità.
 
Per tutti questi motivi e tanti altri chiedo di decorare Spank con la Medaglia d’oro al Valor Civile, mai aggettivo sarebbe più appropriato,   ed in rappresentanza di  tutti Loro, delle Loro sofferenze perché non vincano inciviltà, ingratitudine onde rendere Loro la dignità, il rispetto e la tutela che meritano e dare una scossa all’unica vera bestia: l’umano. Del resto anche la legislazione europea Li ha dichiarati esseri senzienti, ossia che soffrono ed esiste una carta dei Loro diritti, nonché leggi e codice. Il problema è se vengono rispettati, ma del resto non stanno meglio gli umani. Con la differenza che Loro sono indifesi, mentre l’umano ha ciò che si merita e raccoglie ciò che ha seminato. Un gesto, ne sia certo, che gratificherà anche Lei nel più profondo del Suo animo e quanto non può immaginare neppure lontanamente, come gratifica tutte noi persone che abbiamo la fortuna di amarli e cercare di proteggerli qualunque siano le conseguenze. E mi creda sono tante, dure, difficili: rinunce,  stanchezza, debiti, minacce, processi e chi più ne ha più ne metta, ma mi creda ne vale la pena.
Non so se  Lei la leggerà e mi risponderà oppure no come sempre accade. Ma come mia consuetudine non amo giudicare senza le prove. E mai data fu più appropriata come quella di oggi, in qualità di donna, madre e cittadina italiana: “Saprò attendere il vento che percorre il mondo per portarmi lontano… laddove giacciono i miei sogni, i miei desideri, la mia libertà… dove io potrò essere quello che sono: individuo unico e irripetibile… donna…”
 
Per cui in attesa di cortese e sollecito riscontro, voglia gradire distinti saluti anche alla Sua signora e consorte.
In fede
 
Penna in Teverina,  8 marzo 2010
 

Cav. Wanda Guido
Capo Segretario in quiescenza della Camera dei Deputati
Presidente CO.VO.PRI.ECA. (COordinamento VOlontariato PRIvato ECo-Animalista)
Webmaster dell’omonimo sito CO.VO.PRI.ECA.
per la parte giuridica, legislativa, giornalistica e di public relation
PENNA IN TEVERINA (Terni)
 
Per saperne di più:
Oggetto: I: IL MIO AMATO SPANK
 
Leggete qui di seguito la mail che mi ha inviato Annarita. Annarita è una mia carissima amica, e lavora in un vivaio a Roma. L'altro giorno quando mi ha parlato di Spank aveva le lacrime agli occhi, ma purtroppo né lei (che ha un cane molto territoriale e con altri problemi) nè gli altri possono portarlo a casa loro. Povero Spank, che destino ingrato, trovato da cucciolo da persone che l'amavano, curavano e rispettavano e poi quella gita con la sua amichetta che gli è costata davvero tanto..e soprattutto è finito nelle mani del vet sbagliato povero tesoro... M
i sento male al pensiero di quello che ha passato.. Eppure Spank non ha perso la gioia di vivere, ammiratelo in tutto il suo splendore e vitalità... non può restare ancora a lungo al vivaio. Vi prego diffondete più che potete, siete autorizzati a pubblicare ovunque, Spank ha bisogno di qualcuno che si occupi di lui al 100%. Si cede ovviamente con firma modulo di affido e controlli pre e post adozione, possibilmente a Roma e dintorni ma credo che per una validissima adozione valuterebbero anche altre zone. E vi ricordo che sono disposti a continuare a pagare tutte le spese per pannolini, medicinali e spese veterinarie, cibo e tutto quello che necessita per il suo benessere, il che non è poco, chiedendo solo di vedere come sta di tanto in tanto. Contattate Annarita [mailto:marchionni.annarita@tiscali.it]
Vi lascio anche il suo cell,               338/4962524         338/4962524 e il numero del vivaio che si trova a Talenti               06/87192792         06/87192792 Grazie a tutti per l'aiuto.

Da: marchionni.annarita@tiscali.it
Inviato: martedì 13 gennaio 2009 13.24
A: Antonietta Intini
Oggetto: IL MIO AMATO SPANK
Finalmente riesco ad inviarti qualcosa di Spank:
Spank ha ca. 3 anni ed è un carattere esplosivo e fiero, ma soprattutto è stato uno spirito libero. Infatti l'estate scorsa scappa dal Vivaio con Sofie (il Labrador) ma lei il giorno dopo è di nuovo quì, mentre di Spank non si trova nessuna traccia.
Da subito abbiamo messo cartelli ovunque dentro roma ed anche in qualche zona di periferia, ci sono arrivate notizie di avvistamenti, ma alla fine verso la metà di Agosto ci arriva la notizia da alcuni volontari che Spank è in una clinica, l'hanno infemminilizzato ed ha perso l'uso delle zampe posteriori.
Lo abbiamo preso di corsa in accordo con tutti coloro che lo hanno seguito in nostra assenza e lo abbiamo portato dal nostro veterinario di fiducia e lui, dopo averlo accuratamente visto, dopo le lastre e dopo essersi arrabbiato ci ha detto che non c'era bisogno di infemminilizzarlo e che se invece di fargli quella di operazione gli avessero addrizzato la schiena forse oggi Spank camminava ancora! Lui di operazioni del genere ne fa tante e senza chiedersi se il cane ha padrone o no!Comunque sempre tramite Stefano gli abbiamo fatto fare una carrozzina su misura ed abbiamo cercato di risolvere le diverse problematiche che riguardano sia il suo aspetto e sia quello che deriva dalla sua diagnosi.
Inizialmente era sempre in colite ed aveva sempre la zona intima infiammata, sia per i pannolini che per le infezioni.
Ora molto sembra essere risolto, sempre in cura, ma molto meglio. Se non fosse che purtroppo in vivaio di notte e nelle ore che siamo aperti non può stare in carrozzina e le zampe di dietro a penzoloni si graffiano e feriscono di contiunuo e con l'umidità invernale non guariscono affatto! Facciamo di tutto (anche economicamente) per cercare di curarle e proteggerle, ma è praticamente impossibile! Nei periodi di gran caos diventa difficile andare da lui per cambiare il pannolino e controllare che sia tutto ok ogni 2/3 ore e ciò non ci fa di certo piacere, è per questo che vorremmo trovare per lui una situazione stabile e che lo protegga! Siamo disposti a continuare a pagare le cure, i pannolini, le visite, i vaccini, il cibo e quant'altro occorra, basta che stia in un luogo più protetto e con gente che lo ami.
Ti invio due foto: una di lui da cucciolo trovato per strada a Palombara ed una più attuale mentre corre sulla sua carrozza.
Annarita

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