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18 NOV 11
 
Cifre folli per ritrovare un amico a 4 zampe? Solo chi ha un cane o un gatto capisce l’angoscia
 
di Oscar Grazioli
Era il 1990, sotto le feste di Natale. Nevicava forte e io ero a letto con l’influenza. Si aprì la porta della camera e mia moglie mi disse.”E’ sparito Pinky. Ho guardato dappertutto. Non c’è.” Pinky era il nostro unico e amato gatto di 7 anni. Nel primo pomeriggio c’era stato un andirivieni di idraulici e muratori per un guasto in cucina. Ancora un paio d’ore e sarebbe calato il buio. Lui non era mai stato fuori dall’appartamento. Coperto come un eschimese, battendo i denti, setacciai, assieme a mia moglie, i dintorni. Niente da fare. Rientrato a casa presi il telefono e chiamai la Gazzetta di Reggio di cui conoscevo il direttore. “Vorrei fare un annuncio a pagamento” “ Dica pure” “ Smarrito gatto, mantello rosato a pelo lungo, maschio castrato, in Via F.lli Tondelli. Mancia di 2 milioni di lire a chi fornirà informazioni utili a trovarlo”. “ Senta, amico io non sono qua per scherzare…” “ Non sto scherzando…” “Senta amico, io son qui per lavorare. Figuriamoci, 2 milioni di mancia…” “ Senta, amico, mi passi il direttore, gli dica che c’è Grazioli al telefono”.

Dopo dieci minuti l’annuncio era pronto perla stampa. Non serve a nulla scrivere “lauta mancia”: frega niente a nessuno. Ma se scrivete 2000 euro di mancia, le orecchie si drizzano e torme di ragazzini arrivano, assieme ai genitori, per intascare soldoni veri, non il panettone che era la “lauta mancia”.

Devo fare una precisazione. Né io né mia moglie siamo “figli di papà”, anzi proveniamo da famiglie modeste, per cui quei due milioni di allora erano una cifra non indifferente e, in pratica, poco meno di quanto avevamo in banca. Esagerazione? Assurdità? Peggio ancora? Solo chi possiede un gatto o un cane che si smarrisce può capire l’angoscia, specie per un animale abituato a stare sulla poltrona o sul letto, che coglie il proprietario quando il sole cala  e lo si immagina titubante mentre attraversa una strada trafficata, alla mercé dell’imbecille (ce n’è sempre uno in ogni quartiere) che adora sparare con la carabina a cani e gatti o catturato da ragazzini che hanno voglia di emozioni forti, come bruciargli i baffi e la coda.

Proprio in questi giorni il Daily ha fatto un’inchiesta presso quelle persone che hanno speso cifre “folli” per i propri animali. Un’impiegata comunale single inglese ha speso l’equivalente di 25.000 euro per inserire due protesi al titanio nelle zampe del suo Labrador amputate per un incidente. Un operaio londinese, cui il veterinario aveva consigliato di “mettere a dormire” il proprio gatto, non si è arreso. E’ andato in America ed è tornato con il gatto guarito e 12.000 euro di spese. Una ragazza di Leeds si è messa a vendere libri porta a porta (oltre allo studio) per pagare i 3500 euro che gli è costato un delicato intervento con tanto di degenza al suo coniglietto nano. Moltissime di queste persone hanno chiesto alla banca o a familiari e conoscenti un anticipo, garantendo la cifra con il proprio stipendio.”Alla fine quelli sono solo soldi, pezzi di carta e metallo “ ha detto la proprietaria di Sugar. Lui è ancora qui con me, respira, miagola, fa le fusa e sulle labbra dei mie bambini è tornato quel sorriso che avevano perso, una volta saputo che non c’era niente da fare se non una pietosa iniezione”.

Voi direte che sono un veterinario e c’è conflitto d’interesse. Può darsi, vi lascio nella vostra convinzione (errata).

P.S. Pinky è stato trovato dalla vicina del piano di sotto, schiacciato contro l’entrata dell’ascensore. Ha voluto solo un caffè, il migliore che abbiamo mai bevuto.


OSCAR GRAZIOLI

Tiscali.it


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